Trezzano sul Naviglio – Tomasino: “È mancato l’impegno politico”

Trezzano sul Naviglio (30 maggio 2013) – “Ho chiarito il giorno stesso degli arresti che l’esperienza di questa Amministrazione si era conclusa. Però c’erano due modi per arrivare al commissariamento: traumatico, lasciando così il Comune e la città allo sbando in un periodo dell’anno particolarmente delicato, soprattutto dal punto di vista dei conti pubblici; accompagnato, cercando di puntare su due temi fondamentali quali lo schema di bilancio, che avrebbe consentito alla macchina comunale di non fermarsi, e il regolamento anti-corruzione. Dimostrando, così, che a Trezzano ci sono politici e amministratori onesti, che hanno dedicato tempo, energie e affetti al bene della propria città”. Le dimissioni contemporanee di dodici consiglieri in mattinata e di altri quattro nel pomeriggio segnano un epilogo che non è certamente una sorpresa per Giorgio Tomasino. Il sindaco dimissionario si è augurato fino all’ultimo che fosse la politica e, in particolare, il Consiglio comunale ad assumersi la responsabilità di permettere a Trezzano di voltare pagina, di consolidare quanto di buono è stato fatto dalla sua Amministrazione in anni molto difficili.
“Ho forse un difetto: credo molto in quello che faccio. Soprattutto – precisa Giorgio Tomasino – quando mi assumo un impegno nei confronti di migliaia di cittadini che mi hanno scelto alla guida della città. Qualcuno ha tradito questo patto con gli elettori del Pdl e del centrodestra in generale, provocando una ferita profonda nel mio animo, ma anche la sfiducia da parte dei trezzanesi verso tutta la classe politica e amministrativa. I fatti contestati – prosegue il sindaco – sono di una gravità tale che non si poteva far altro che andare verso elezioni anticipate. Però avrei voluto che i consiglieri di Trezzano svolgessero fino in fondo il proprio compito, fornendo delle risposte ai nostri cittadini, senza farli precipitare ancora una volta in un vuoto, buio e senza spiragli”.
Tomasino non nasconde il suo rammarico e si rimprovera di aver puntato troppo su persone che hanno tradito la sua fiducia. Con il Prefetto di Milano, incontrato la scorsa settimana, aveva chiarito la sua volontà di lasciare al più presto definendo alcuni punti fermi. “Immediatamente ho precisato – dice il sindaco – che mi mettevo a completa disposizione delle istituzioni per dare il mio contributo allo scopo di chiudere definitivamente un capitolo, ma anche di aprirne uno nuovo che potesse dare una speranza duratura a Trezzano, che sconta una classe politica troppo ancorata a vecchi modelli. Non si può certo nascondere – precisa – che qualcuno anche all’interno della Giunta, e non solo coloro che sono stati arrestati, avesse preferito la commistione tra i ruoli di indirizzo, da una parte, e di gestione dall’altra. Perdendo di vista il compito dell’amministratore pubblico, che è quello di impegnarsi per le politiche da attivare e non certo intervenire a gamba tesa sull’esecuzione delle stesse”.
Il sindaco replica anche a chi lo accusa di aver voluto rimettere mano al Piano di governo del territorio. “Sul PGT ho segnalato la mia disponibilità a un intervento in autotutela – conclude Tomasino – che poteva limitarsi a una cautela sull’intervento oggetto di indagini o estendersi ad altro, previo un confronto più ampio. Nulla di più. Constatato con rammarico il ritiro dalla maggioranza della Lega, reso pubblico, ma mai comunicatomi direttamente, che ha presentato le dimissioni inaspettatamente e a mia insaputa”.
Ufficio stampa Comune di Trezzano sul Naviglio

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